Un blog per gli stagisti italiani

Gli stagisti in Italia. Hanno più o meno venticinque anni. Sono sfruttati, non pagati e frustrati ma non ancora incazzati...
venerdì, 12 dicembre 2008

Partecipate al forum

Quanti voi si sono lanciati in esperienze di lavoro e di formazione totalmente all'oscuro di quello che li avrebbe attesi? Quanto sarebbe stato meglio sapere qualcosa prima di iniziare uno stage lungo 6 mesi senza rimborso spese, solo con l'idea "magari mi assumono, non si sa mai"? L'idea del sito è quella di dare la possibilità ai lettori di mettersi in contatto tra loro per un proficuo scambio di informazioni.

E' questo il motivo per cui abbiamo deciso di creare il forum e dare la possibilità ai lettori d scambiarsi informazioni e consigli in rete.

Ogni giorno pubblichiamo notizie sul mondo del lavoro e degli stage: se vuoi collaborare scrivici una email.

Sul sito sono presenti numerosi modelli di curriculum vitae in inglese, spagnolo, italiano e in altre lingue oltre a numerosi modelli di lettere di presentazione. 

Nell'apposita sezione inoltre abbiamo raggruppato decine di feed rss tramite i quali potraicontrollare ogni giorno le offerte di lavoro raggruppate per zona geografica o per settore di specializzazione. 

Il team di cvlavoro.com offre anche un servizio di traduzione del curriculum vitae in inglese e in altre lingue. Mandaci un email per un preventivo gratuito.

Buona navigazione e grazie!




è online un nuovo forum dedicato al mondo del lavoro: basta registrarsi:
www.cvlavoro.com
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mercoledì, 03 settembre 2008

Forum sugli stage e sul mondo del lavoro

Quanti voi si sono lanciati in esperienze di lavoro e di formazione totalmente all'oscuro di quello che li avrebbe attesi? Quanto sarebbe stato meglio sapere qualcosa prima di iniziare uno stage lungo 6 mesi senza rimborso spese, solo con l'idea "magari mi assumono, non si sa mai"? L'idea del sito è quella di dare la possibilità ai lettori di mettersi in contatto tra loro per un proficuo scambio di informazioni.

E' questo il motivo per cui abbiamo deciso di creare il forum e dare la possibilità ai lettori d scambiarsi informazioni e consigli in rete.

Ogni giorno pubblichiamo notizie sul mondo del lavoro e degli stage: se vuoi collaborare scrivici una email.

Sul sito sono presenti numerosi modelli di curriculum vitae in inglese, spagnolo, italiano e in altre lingue oltre a numerosi modelli di lettere di presentazione. 

Nell'apposita sezione inoltre abbiamo raggruppato decine di feed rss tramite i quali potraicontrollare ogni giorno le offerte di lavoro raggruppate per zona geografica o per settore di specializzazione. 

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categoria: stage, curriculum, precariato, stagisti

venerdì, 16 maggio 2008

Un nuovo blog

Un nuovo blog. Gavette: carne da macello.
http://gavette.wordpress.com/
postato da stagisti alle ore 12:32 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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giovedì, 13 settembre 2007

Stragisti cerca Attori

postato da stagisti alle ore 15:36 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: stage, stragisti

giovedì, 13 settembre 2007

Stragisti

"StRagisti" è il primo cortometraggio di una trilogia dedicata al precariato: "La Ballata dei Precari". Il primo capitolo è dedicato agli stage.
Questo è il sito del progetto: http://stragisti.altervista.org
E questo il blog: http://stragisti.splinder.com

postato da stagisti alle ore 15:33 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: stage, stragisti

domenica, 09 settembre 2007

Fatto apposta

http://www.sportellostage.it/
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categoria: stage, sportello

giovedì, 06 settembre 2007

Stagisti presso ufficio stampa di un ente pubblico

Interviste dal sito : http://stakastagista.wordpress.com/ 
postato da stagisti alle ore 16:56 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: stage, ufficio stampa

giovedì, 06 settembre 2007

A rischio le case per i precari

La vicenda subprime delle Borse potrebbere spingere le banche italiane a una maggiore prudenza nella concessione dei mutui a giovani e precari: è questa la sintesi dell'intervista che il giornalista Luigi dell'Olio ha fatto all'economista Paolo Oriani su Affaritaliani.
postato da stagisti alle ore 16:54 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: cultura, precariato, precari

giovedì, 02 agosto 2007

Mobilitazione generale di Génération Précaire

Génération Précaire sul piede di guerra.

Con un appello alla mobilitazione generale
Génération Précaire inizia a organizzarsi per l'autunno.

Per informazioni: http://www.generation-precaire.org


postato da stagisti alle ore 09:53 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: stage, francia, francesi, stagisti, génération, précaire

mercoledì, 01 agosto 2007

Uno stage al MAE-CRUI

Sul sito della fondazione CRUI (www.fondazionecrui.it) si legge che "ogni anno oltre un milione di studenti partecipa ai programmi di stage gestiti dalla Fondazione Crui". Istituti di Cultura, Ambasciate e Consolati Italiani sparsi nel mondo accettano stagisti volontari a zero rimborso spese per stage della durata di tre mesi. Ottime esperienze non c'è che dire. Da curriculum. Parliamo di "Post Crui"?
postato da stagisti alle ore 20:34 | Permalink | commenti (252) / commenti (252) (pop-up)
categoria: cultura, stage, estero, italiani, precariato, stagisti, fondazione, ambasciate, mae , crui, istituiti, consolati

giovedì, 26 luglio 2007

Morte di uno stagista


il manifesto del 15 Luglio 2007
Prima nazionale
«Morte di uno stagista», isterico esistenziale, divertentissimo
Le contraddizioni dell'immaginario collettivo contemporaneo indagate con tagliente ironia da René Pollesch
La comicità, una chiave per guardare il mondo, il lavoro precario, la politica e il mercato
Gianni Manzella
Santarcangelo

Quando il teatro è piacere. Perché non sempre il teatro è piacere, può costare allo spettatore più di una serata persa. Ma qui si respira un'aria diversa, lo si percepisce subito. Sarà l'atmosfera pop e un po' retrò che mette di buon umore. La musica allegra, che vien voglia di ballare. Le immagini dei titoli di testa di vecchi film d'azione che passano su uno schermo laterale. Le grandi fotografie montate sui pannelli disposti frontalmente a dividere per tutta la larghezza lo spazio scenico, che fanno Hopper ma sono i negozi intorno al Prater, il teatro berlinese diretto da René Pollesch. Dietro cui si indovina la vita della scena, il brusio delle interpreti, le loro risate e qualche tintinnio di bicchieri. Tanto che sembra per un momento sopportabile anche la calura della palestra dove è allestito Tod Eines Praktikanten, a Santarcangelo.
La vita, ecco. Che d'improvviso ci viene davanti. Senza una vera transizione, senza che si spengano le luci o cessi la musica. Senza sipari che si aprano o chiudano a ritagliare il tempo extraquotidiano dell'evento teatrale. Come un gorgo o un flusso in cui si finisce dentro. È un dialogo fitto che inizia al di là di quei colorati pannelli divisori, ma ripreso in video e proiettato in tempo reale sullo schermo laterale, secondo un metodo operativo che è caro al regista da qualche anno a capo della struttura sperimentale della Volksbühne di Frank Castorf, che di per sé non è poi il massimo dell'ortodossia. In Pablo in der Plusfliale, visto qualche anno fa ad Avignone, l'azione si svolgeva quasi per intero in uno spazio chiuso, all'esterno del gazebo esagonale che accoglieva il pubblico, e solo per pochi momenti gli attori uscivano fuori, in vista, su un palchetto decorato con lucine e paillettes. Come là, ritornano ossessivamente i temi cari all'artefice, roba forte, sesso e economia, politica e mercato, verità e finzione, pratiche e prodotti artistici, centrifugati nell'universo visivo dell'immaginario collettivo contemporaneo. Perché siamo qui per celebrare, come recita il titolo, la morte di uno stagista, di cui le immagini ci mostrano la sagoma disegnata al suolo, come un morto ammazzato per strada. O la vittima di un incidente sul lavoro. Di questo in fondo si parla, di lavoro precario, o meglio: di quella generosa massa soprattutto giovanile disposta a lavorare per niente, pur di esserci, in un ambiente artistico e alla moda. Senza la quale il sistema non starebbe in piedi. Non a caso il primo nome su cui si incaglia il dialogo è quello di Wolfgang Tillmans, celebrato fotografo tedesco che ha trasferito l'atelier a Londra forse anche per godere di qualche maggiore libertà contrattuale.
Ma ciò che conta è come se ne parla, che è poi quel che sempre conta in teatro, cioè il gioco delle tre protagoniste, che sono le bravissime Inga Busch Christine Gross e Nina Kronjaeger, alte e forti, di una bellezza non convenzionale. Eccole, in quello stretto retroscena, investite dall'artificiale tsunami prodotto da una macchina del vento, evocare viali del tramonto e ultime parole come Rosebud, mentre spargono neve altrettanto finta. Irrompono di qua, sempre seguite da una videocamera tenuta a mano che ne ripropone l'immagine da un'altra angolazione, per la confusione dello sguardo. Indossano impaccianti abiti da sposa firmati dalla popolare catena H&M, che recano vistosamente stampati i costi, così come gli oggetti di scena, perché chi sovvenziona ha diritto di saper come sono stati spesi i soldi pubblici. Inerpicate su tacchi altissimi, si arrampicano su una scaletta per sostituire le immagini fotografiche. Allestiscono il set per la ripresa di uno spot. Giocano a hockey con il libri di una collana tascabile. Mentre la musica di Queen o Electric Light Orchestra procura di mantenere vivo quel clima di ballabile piacevolezza.
Soprattutto dialogano fra loro, a un ritmo implacabile. Perché non si tratta di un happening, sia chiaro. Il testo scritto durante le prove (e già ce ne sarebbe abbastanza per mettere in questione il concetto di autore, al di là della drammaturgia firmata da Aenne Quiñones, Pollesch se ne sottrae) è stato fissato alla fine in un intangibile copione che una inflessibile suggeritrice, al loro fianco, controlla parola per parola, se si sbaglia si deve ripetere. Ed è un testo che fa i nomi, come avrebbe detto Pasolini, anzi li trita in un condensato di scandali bancari e affare Litvinenko, di tormentoni su Sigourney Weaver che da miliardaria fa l'autistica e Angela Merkel che è cool, vecchie star del cinema e attricette che hanno partecipato al trailer di un film di James Bond, con giochi di parole che purtroppo vanno persi nella traduzione per sottotitoli.
Quello di Pollesch è un teatro isterico patologico esistenziale. Divertentissimo perché la comicità è non solo il collante delle azioni ma un partito preso, un modo di guardare il mondo. Ma chi è capace oggi su una scena di usare parole come «vecchio proletariato diventato socialdemocrazia»? E non in un empito di nostalgia, non per un'istanza ideologica, ma per buttare nella discussione il fatto che «loro non ti vogliono», vogliono la rappresentazione, vogliono adattarsi al gusto di merda che li lega al mondo occidentale. Che poi è il gusto prevalente di quella società maschile bianca eterosessuale contro cui si posiziona non solo Pollesch ma l'intero collettivo artistico della Volksbühne im Prater, in questo caso significativamente tutto femminile. (E il neoliberismo? La globalizzazione? Certo, se vai a grattare ci sono anche questi, ma a rassegnarsi ai cliché non c'è da guadagnarci).
Seppellito lo stagista con un antico rituale africano, sulle note di Paul Simon, resta finalmente un dubbio. Resta il senso di un teatro capace di fare un po' di confusione, che vuol dire rimescolare idee e sentimenti troppo sedimentati. Resta il messaggio, se si perdona il termine d'altri tempi, che solo una prospettiva parziale permette uno sguardo oggettivo.

postato da stagisti alle ore 09:07 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
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giovedì, 31 maggio 2007

E la nostra pensione?

Riporto solo un passaggio dell'intervista a Bertinotti a Repubblica Tv

Domanda: Scrive Valentina: "Mia madre non vuole andare in pensione a 58 anni perchè io alla pensione non arriverò mai" (...)

Bertinotti: "...credo che un ragionamento che dice: "aumenta l'attesa di vita quindi deve aumentare anche l'età in cui si va in pensione" sia una violenza sociale. Un lavoratore operaio ha un 'attesa di vita diversa dalla media. C'è una parte della popolazione che va incentivata a lavorare di più, ma questa donna di 58 anni che  magari è una lavoratrice tessile, sottoposta a turni massacranti, spesso di notte, lei no. Il precariato è invece la condizione generalizzata di chi entra nel mercato del lavoro in questo tempo. Ci sono giovani Cnr che hanno contratti di tre mesi. Ho conosciuto hostess dell'Alitalia che sono state precarie per 12 anni. Non è solo un danno sociale grandissimo ma impigrisce le imprese. Serve una legge per interrompere questo meccanismo infernale".

E voi? Chi di voi avrà una pensione?
postato da stagisti alle ore 23:09 | Permalink | commenti (11) / commenti (11) (pop-up)
categoria: stage, precariato, pensione, stagisti

martedì, 29 maggio 2007

Dialogo tra me e mia nonna prima di iniziare il mio stage presso nota azienda televisiva

"Ah! Ti hanno preso, brava! Ma perchè hanno scelto proprio te?"

" Eh...(...silenzio...). Perchè gli ho mandato il curriculum!"

" Ah! E hanno scelto il tuo! Brava!"

(Rimugino sul significato della parola "scegliere", mia nonna mi guarda con aria soddisfatta)"

" Sì"

" E quanto ti pagano? Ti pagheranno molto!"

(Sospiro. Lei sorride.)

" Ma, no...veramente non mi pagano"

" Ah no? "

(Faccia perplessa di mia nonna)

" No"

" E perchè no?"

"Nonna, è uno stage"

" Ah. E cosa è uno stage?"

"E' un periodo di lavoro non pagato. Per imparare il lavoro, nonna!"

(Sospiro)

" Ah, ho capito. Un tirocinio. Anche a scuola da me, si facevano i tirocini. La ragazza giovane che voleva diventare maestra veniva in classe da me, e stava a guardare, per imparare.  E' importante imparare"

(Sospiro)

"Sì, certo nonna, è importante imparare"

(Sospiro)

" Beh, poi comunque ti assumeranno, e allora inizierai a guadagnare"

"Mah, nonna, è già sicuro che non mi assumeranno. Sai, per entrare lì dentro ci vogliono un pò di conoscenze...Sai com'è"

(Mia nonna mi guarda)

"Sì, anche ai miei tempi ci volevano le conoscenze. Ma comunque vedranno che sei brava e allora ti assumeranno"

"No nonna, è sicuro che non mi assumeranno. Al 100%, lo faccio solo per farmi un'esperienza"

(Sospiro)

"Ma almeno ti pagheranno le spese?"

"No, nonna"

(Sospiro, sospira anche mia nonna. Perchè non capisce)

" Ma allora ti vedrò alla televisione?"

"No, nonna, non mi vedrai. Gli stagisti non possono apparire in tv. Sarebbe sfruttamento"

(Mia nonna non ci capisce più niente)

 "Vabbè nonna, porto giù il cane. Che deve fare pipì"

 

postato da stagisti alle ore 10:13 | Permalink | commenti (21) / commenti (21) (pop-up)
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lunedì, 28 maggio 2007

Smarrimento

Sensazione che si prova a vedersi addebitare sul conto un pagamento di 172 euro e 45 centesimi:

Smarrimento.

Soprattutto considerando:

lo sforzo effettuato ;

il tempo perso;

I soldi investiti.

Seconda sensazione:

frustrazione.

Terza sensazione:

apatia.

Quarta sensazione:

incazzo profondo.

 Soprattutto se tale pagamento è stato effettuato il giorno delle amministrative.

 

postato da stagisti alle ore 19:52 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
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venerdì, 25 maggio 2007

giovani: soggetti coinvolti nel fenomeno del precariato

Io sono una "giovane" che odia la parola "giovane". Perchè in Italia essere "giovani" nel mondo lavorativo è un handicap, non un vantaggio. Essere giovani in Italia significa avere della possibilità in meno, non delle possibilità in più. Essere "giovani" in Italia equivale a frustrazione. Perchè storicamente "il giovane" si sente forte, si sente pieno di idee, si sente "pieno di voglia di fare". Ma in Italia nessuno gliene dà la possibilità. In Italia la parola giovane è sinonimo di "inesperto", di "persona non capace", di persona "senza esperienza e con appena una laurea alle spalle", e per questo giustamente sfruttabile. In Italia è normale che i giovani abbiano uno stipendio da fame, che lavorino per poco o che lavorino addirittura gratis. Io odio la parola "giovane" così come la parola "stage". Io odio il concetto italiano della parola "giovane", odio la parola "giovane", perchè in Italia ha un significato diverso che nel resto d'Europa. Michele Serra su Repubblica di oggi parla di perdita di identità di classe, ma io credo che i nuovi mestieri e le nuove forme lavorative abbiano contribuito in questi anni a formare in Italia una nuova identità, professionale e di classe. E' quasi un mestiere, ormai, in Italia, essere giovane: una vera e propria occupazione a tempo pieno. Sono persone che mandano curriculum confezionati ad hoc tutti i mesi, che imparano ad adattarsi a nuovi lavori che comportano nuove competenze ogni volta che scade un contratto (quando c'è), che hanno una spiccata coscienza del provvisorio, dell'effimero e di cosa voglia dire instabilità. E sono tutte persone che hanno la coscienza che la propria condizione di giovane, mentre in altri paesi è un vantaggio, in Italia è un puro e semplice limite.

I giovani italiani, nel resto d'Europa e del mondo, sono già vecchi.

postato da stagisti alle ore 19:40 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: stage, precariato, stagisti

venerdì, 25 maggio 2007

Questionario

Questionario
"Professione stagista"-Questionario

Nome e cognome o pseudonimo:

Anno di nascita

Anno di conseguimento del titolo di laurea, voto, Ateneo

Numero di stage effettuati dal conseguimento della laurea e attinenza

col tipo di studi effettuati

Ultimo stage effettuato ed attinenza col titolo di laurea

Eventuale stipendio o rimborsi percepiti tramite stage

Parliamo di stage

Pensi che la tua Università ti abbia aiutato abbastanza al momento

di cercare uno stage? Racconta la tua esperienza con l’Ufficio

Tirocini della tua Università.

Hai trovato da solo i contatti per il tuo stage?

Da chi ti è stato consigliato di effettuare uno stage?

Quanto è stato facile trovare uno stage attinente al tuo titolo

di studio?

Cosa sapevi o cosa credevi di sapere del mondo degli stagisti

durante i tuoi anni universitari?

Al momento di accettare uno stage, speravi che la tua esperienza

si sarebbe concretizzata in un’assunzione, anche a tempo determinato,

o in un inizio di collaborazione? Come è andata a finire?

Racconta il tuo stage/i tuoi stage

Come sei venuto a contatto con l’azienda/società?

Che tipo di rimborsi, pagamenti, gratificazioni economiche hai ricevuto

durante il tuo stage? Quante ore lavoravi al giorno/alla settimana? Quali

erano i tuoi compiti quotidiani?Quali pensavi che sarebbero stati i tuoi

compiti quotidiani al momento di accettare lo stage? Quanto è durato il

tuo stage? Come si comportavano con te i tuoi superiori/tutor? Quanto sono

stati importanti i tuoi studi durante la tua esperienza lavorativa?

Racconta qualche "simpatico" aneddoto. Quanto ti ha gratificato il tuo

stage? Pensi che avresti potuto svolgere il tuo stage anche senza il titolo

di laurea?

Pensi che gli stage siano utili per trovare lavoro?

Quanti stage saresti disposto ad accettare per trovare un lavoro?

Secondo te perché che in Italia la rabbia e la frustrazione degli

stagisti tardino a manifestarsi, al contrario di quanto sta succedendo

in altri paesi, come in Francia o in Germania?

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

postato da stagisti alle ore 19:39 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: stage, precariato, stagisti

Chi sono

Utente: stagisti
Nome: stagisti e gavetta


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